Istituto Comprensivo 11 Vicenza |
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Scuola Secondaria di primo grado |
I limiti del fanatismo |
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Catania, 2 febbraio 2007. La tifoseria calcistica è impegnata in una vera e propria guerriglia urbana e durante la partita Catania/Palermo ha provocato la morte di un poliziotto. Ventinove sono i giovani coinvolti, dei quali ben otto sono minorenni, alcuni di addirittura tredici anni. Tra i ragazzi coinvolti ci sono abitanti delle periferie degradate, ma molti altri sono figli di genitori benestanti. La domanda che ci tormenta maggiormente è: ”Che cosa li ha spinti a comportarsi con tanta violenza?”. Uno dei motivi principali potrebbe essere la mancanza di personalità, quindi una totale omologazione o conformità al “branco”; ciò è causato probabilmente dall’incapacità di un ragazzo riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e quindi dalla necessità di affidarsi totalmente al gruppo dei pari. I ragazzi che compiono atti di questo genere provano rabbia e insoddisfazione e sostituiscono questi sentimenti con il fanatismo per la squadra e, senza sapere quello che fanno, se la prendono con i tifosi avversari o addirittura con i poliziotti. Un’altra ragione possibile potrebbe essere la mancanza di regole che in famiglia non sono state date. In questi giorni, il governo sta pensando di garantire più sicurezza vietando l’apertura degli stadi non a norma e la presenza dei tifosi in trasferta, anche se stato ostacolato da molti sportivi che affermano quanto questo provvedimento sia ingiusto se applicato anche ai tifosi che si sanno comportare civilmente. Intanto un poliziotto ha perso la vita e due figli cresceranno senza il padre, la moglie non avrà più l’appoggio del marito, i genitori dei giovani fermati dalla polizia non si daranno pace. Sicuramente, però, rimarrà il ricordo del poliziotto ucciso, un uomo che ha perso la vita compiendo il suo dovere. Riflettiamo su questo.
Giulia Fressola Marta Giuliari Giulia Maculan
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